Il fondo per finanziare le imprese in crisi o in difficoltà

Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha deciso di stanziare dei fondi per aiutare concretamente le imprese in difficoltà economiche. Di comune accordo con il Governo e con il Ministero per l’Economia e per le Finanze, unico azionista della società, essa continua le opere di sostegno a favore delle imprese italiane, perseguendo così il proprio scopo di accrescere le potenzialità del sistema produttivo nazionale, supportandolo anche con l’attrazione di capitali esteri. Il fondo relativo alle imprese in difficoltà nasce nel 2010 per supportare le aziende di dimensione grande o media che necessitano di ristrutturazione o di fondi per un vero e proprio salvataggio, in modo da far sussistere le aziende stesse nell’attesa della stesura e dell’attuazione di un piano di salvataggio o di ristrutturazione. Vediamo ora nel dettaglio come vengono attribuiti i fondi e quali sono le imprese che possono farne richiesta. I destinatari dei fondi sono le imprese che operano sul territorio italiano che si trovano in un comprovato stato di difficoltà e che al momento di presentazione della domanda occupano almeno cinquanta persone (questo è il requisito minimo per far sì che un’impresa sia definita di medie dimensioni). Sono quindi escluse tutte le piccole e micro imprese, per le quali solitamente vengono creati dei fondi a parte, anche di carattere regionale o territoriale. Sono tuttavia escluse dalla possibilità di accesso ai fondi di Invitalia anche le aziende dei settori agricolo, dell’acquacoltura e della pesca, del carbone e dell’acciaio anche se di grandi o medie dimensioni. Sono escluse in aggiunta le imprese parte di un gruppo per le quali la difficoltà economica sia esclusiva e non riguardi cioè in modo uniforme il gruppo stesso.

  

Come vengono erogati i fondi?

I fondi erogati alle aziende che rispondono ai requisiti richiesti e descritti in precedenza, vengono erogati con una garanzia dello Stato che copre sia il capitale erogato sia gli interessi e le eventuali spese aggiuntive (la copertura di garanzia statale riguarda quindi il 100% di quanto richiesto). Agli istituti che concedono il prestito è richiesto invece che gli interessi applicati rispettino quelli di finanziamenti analoghi erogati alle imprese sane e senza garanzie statali e che non superino i massimali consentiti per i mutui con oneri a carico statale. Gli aiuti rappresentano un intervento statale di carattere straordinario, e per questo motivo possono essere concessi alla stessa azienda solo una volta nell’arco di un decennio. Gli aiuti si articolano in due macro tipologie: quelli per la ristrutturazione e i finanziamenti per il salvataggio. Vediamo le principali differenze.

  

Il sostegno per la ristrutturazione

Il sostegno per la ristrutturazione è finalizzato a riprendere la redditività dell’azienda, con un piano industriale della durata massima di tre anni che può riguardare diversi aspetti. Innanzitutto è possibile utilizzare i fondi stanziati per diversificare le attività produttive, ma i fondi possono essere impiegati anche nella ristrutturazione delle attività già in opera, in modo da riassumere la competitività necessaria per lo scenario di riferimento. Il finanziamento può però riguardare anche la razionalizzazione di quanto già in opera, ivi inclusa la dismissione delle attività non più in grado di generare un guadagno. Tuttavia l’opera di ristrutturazione non si completa con i soli interventi descritti in precedenza, ma devono essere messi in campo anche interventi finanziari che devono dipendere almeno per il 40% dai beneficiari dei fondi per le medie imprese, mentre per le grandi aziende la quota deve essere pari almeno al 50%.

 

Il sostegno per il salvataggio

Il sostegno per il salvataggio è destinato alle imprese che necessitano di liquidità in attesa dell’attuazione di un piano di salvataggio o di ristrutturazione, e per questo motivo può avere una durata massima di sei mesi e non può superare l’importo di cinque milioni di euro. Le aziende beneficiarie del prestito sono obbligate a presentare un piano di liquidazione o di ristrutturazione dell’azienda entro i quattro mesi successivi all’erogazione del credito. Le domande ricevute per questo tipo di fondi (e per ogni erogazione gestita solitamente da Invitalia) vengono prese in considerazione in ordine di arrivo cronologico. Il Ministero per l’Economia e per le Finanze provvede poi a mettersi in contatto con le aziende che soddisfano i requisiti per l’emissione dei fondi ed emette successivamente la garanzia necessaria per l’erogazione stessa. La decisione del Ministero non è tuttavia automatica, e per alcune situazioni, è necessaria l’autorizzazione da parte della Commissione Europea.

 

Per ulteriori informazioni riguardo a questo tipo di finanziamenti, è possibile contattare questo studio professionale (preferibilmente dopo aver compilato ed inviato i documenti allegati nella sezione download)

 

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