Ristrutturazione del debito: cos’è e come puoi ottenerla

Ristrutturazione del debito: cos’è e come puoi ottenerla

L’istituto della composizione negoziata della crisi d’impresa, introdotto nel nostro ordinamento con il D.L. n. 118/2021, è uno strumento pensato e diretto allo scopo di risanare le aziende che si trovano ad attraversare un periodo di crisi economica.

L’intendimento si compenetra ai principi europei – di cui alla direttiva (UE) 1023/2019 – che il codice della crisi e dell’insolvenza ha mirato a favorire, inglobando nel suo corpus normativo tutta la disciplina della composizione negoziata della crisi d’impresa.

Ristrutturazione del debito

Piano di ristrutturazione aziendale: cos’è e come si dispone

Al fine di essere ammesso alla procedura di composizione negoziata della crisi aziendale, l’imprenditore- debitore deve procedere alla stipula di un accordo preliminare con i creditori dell’azienda (accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 57 e ss. d. lgs 14/2019) presentando loro un piano finalizzato a ridurre la pressione dei debiti in modo da dare la possibilità all’impresa di risollevarsi dalla crisi.

Per poter essere messo in atto occorre, tuttavia, che i creditori aderenti al piano di ristrutturazione del debito rappresentino almeno il 60% dell’esposizione debitoria dell’azienda (accordo standard o ordinario) ovvero il 30% (accordo agevolato) o il 75% di crediti omogenei appartenenti alla stessa categoria (accordo esteso).

Per la restante parte del credito rimarrebbero valide le opzioni alternative relative al diritto al rimborso totale dei crediti vantati.

Da sottolineare, inoltre, la necessità di corredare il piano di una relazione stesa ad hoc da un professionista abilitato, al quale spetta il compito di garantire non solo la veridicità della situazione debitoria riportata, ma anche l’effettiva realizzabilità dell’accordo stesso, il quale sarà poi oggetto di omologazione da parte del Tribunale e poi iscritto nel Registro delle Imprese.

I debiti che possono formare oggetto del piano di ristrutturazione del debito aziendale si dividono fondamentalmente in tre tipologie:

  • i debiti finanziari (verso le banche o altri istituti finanziari)
  • i debiti commerciali (verso i fornitori)
  • i debiti tributari e previdenziali (rientrano i debiti verso AdE-Riscossione e INPS)

Ristrutturazione del debito aziendale: come avviene l’estinzione

All’interno del piano di ristrutturazione del debito aziendale, l’impresa può presentare una serie di proposte dirette ai singoli creditori, in merito alla possibilità di estinzione del debito.

Tra le proposte che possono essere avanzate e poi formalizzate in sede di accordo troviamo:

  • Trasferimento al creditore di uno o più attività (datio in solutum)
  • Dilazione dei pagamenti dovuti (pactum de non petendo)
  • Riduzione del debito (c.d. saldo e stralcio)

Vantaggi del piano di ristrutturazione del debito aziendale

La ristrutturazione dei debiti aziendali è sicuramente il miglior modo per salvare un’impresa dalla liquidazione giudiziale, e ciò anche per una serie per una serie di motivazioni collaterali e consequenziali che qui andremo ad elencare:

  • “Blocco” delle azioni esecutive: sospensione delle procedure esecutive (pignoramenti) a carico dell’azienda ed impedimento di nuove azioni;
  • Gestione autonoma dell’azienda da parte dell’imprenditore con possibilità di ottenere anche nuovi finanziamenti per superare il momento di crisi economica e adempiere al piano di rientro del debito.
  • Piena autonomia nel determinare il piano di rientro ed il contenuto degli accordi di ristrutturazione del debito
  • Il debitore, inoltre, può accedere alla transazione fiscale.

Ma cosa succede se, durante la ristrutturazione dei debiti aziendali si verifichino delle circostanze che rendano impossibile la sua esecuzione?

In tal caso, si rende necessario rinegoziare un nuovo piano di rientro del debito seguendo il medesimo iter del precedente, e la fattibilità deve essere nuovamente attestata da un professionista.

Tra l’altro, e non è affatto impossibile, può verificarsi anche il caso in cui l’imprenditore, pur avendo autonomamente definito il piano di rientro del debito e tutte le sue modalità, non sia più in grado di onorare l’impegno assunto.

A tale proposito, è bene sottolineare che l’omologazione del Tribunale all’accordo di ristrutturazione del debito aziendale dà avvio alla fase esecutiva.

Ciò sta a significare che, nel caso in cui l’imprenditore divenisse nuovamente inadempiente nei confronti dei creditori che non hanno preso parte all’intesa, questi potranno presentare istanza di liquidazione giudiziale; i creditori, invece, che abbiano sottoscritto l’accordo potranno richiedere la risoluzione della procedura di ristrutturazione del debito aziendale.

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